Il cammino delle fate

 
Non è alla meraviglia che devi chiedere
se a te che abiti l’ultimo stupore
canto la mia indolenza
Potresti dirmi che non esisterai prima di domani
e che nessun giorno mi è dovuto
senza una spiegazione ragionevole
a questa veglia che non ammette repliche.
Ciò che mi sale in cuore
già da qualche tempo
è il timore di un sogno che mi colga da sveglio
Magari in tarda primavera
quando le cose accadono senza più scuse
“Ma la realtà è il credito
che un sogno si guadagna”
Questo mi dicevi Solfiore
Fata dalle viscere di selce
e dalla luna buona che ti risponde
Però,a cosa serve la verità
se è l’opinione a governare il mondo
Sarebbe come scusarsi per il vento
o per la luce che disturba il giorno.
Forse è per questo che in fondo
nella veglia non si muore
E tu finalmente salva
perchè non posso più chiarirti.

Bellinverno

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