‘l mal de’ fiori

“Il talento fa quello che vuole,il genio fa quello che può.Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento”
« Carmelo Bene ha dichiarato che avrebbe abbandonato la conferenza stampa, se tutta la stampa italiana non avesse abbandonato la sala, perché ha detto di avere dei fatti personali contro tutta la stampa italiana… »
Uno degli innumerevoli aforismi di Carmelo Bene ed una delle sue numerose e provocatorie dichiarazioni contro la stampa e la critica teatrale italiana.
Scrittore,poeta,commediografo,regista,drammaturgo,filosofo.Uno che a vent’anni decide di abbandonare l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ritenendo inutili i suoi metodi di insegnamento.
Uno che sposa Giuliana Rossi,una donna di sei anni più grande di lui (parliamo del 1960) nonostante il padre che è contrario alle nozze,con la complicità del primario,lo faccia internare per due settimane in un manicomio affinchè rinunci al suo proposito.Uno che fa della sua vita una vera e propria opera letteraria tra mille conoscenze,svariate interpretazioni teatrali,goliardate a non finire come quella che lo vide protagonista di uno scandalo clamoroso.Lo stesso Bene ebbe modo di raccontare:
« La sera della prima successe un parapiglia infernale. Questo Greco, poco assuefatto al bere, si briaca di brutto […] L’apostolo Giovanni (il Greco) cominciò a dare in escandescenze […] In ribalta si alza la veste, mette il lembo fra i denti e comincia a orinare nella bocca dell’ambasciatore d’Argentina, della consorte in visone e dell’addetto culturale.
Nel frattempo, si faceva passare le torte destinate al dessert e le spappolava in faccia a quel diplomatico e signora […] Fui condannato in contumacia [… e poi] assolto per essere estraneo ai fatti.»
Raggiunge il successo con quello che è ritenuto il suo più grande capolavoro “Nostra Signora dei Turchi” con cui vince il Leone d’oro a Venezia.
« Un giovanotto magro, nervoso, spiritato, venuto dalle Puglie per inventare a Roma un suo personalissimo teatro. Si chiama Carmelo Bene. Non ha ancora trent’anni. Ha già scritto un romanzo Nostra Signora dei Turchi. Ha diretto come attore, autore, regista, una decina di spettacoli. Dieci spettacoli, dieci polemiche clamorose. È un istrione? Oppure: è un genio? È un mistificatore? Su questi giudizi il pubblico e la critica si danno battaglia… »
Conosciuto e stimato da gente come Pier Paolo Pasolini,Salvador Dalì,Eduardo De Filippo,Eugenio Montale,Alberto Moravia.Appare anche al cinema ed alla radio con programmi come ” Le interviste impossibili” nelle quali viene data voce ai grandi personaggi esistiti nel passato.
Arriva in televisione con un programma intitolato “Quattro modi di morire in versi: Majakowski, Blok, Esenin, Pasternak” con un grandissimo successo di pubblico e critica (che fine ha fatto quella televisione?)
Bene non si ferma più,porta i suoi spettacoli teatrali a Parigi con enorme successo e frequenta i maggiori intellettuali del tempo compreso Jacques Lacan forse il più grande psicanalista del secolo scorso.Si interessa a figure storiche come Lorenzino de’ Medici e memorabile fu la sua “Lectura Dantis” dal tetto della torre degli Asinelli a Bologna di fronte ad un pubblico di oltre centomila persone.Viene nominato tra mille polemiche direttore artistico per la sezione teatro della Biennale di Venezia,suscitando una infinità di polemiche che sfociano in una serie di querele ed addirittura in una denuncia per appropriazione indebita di opere d’arte.
Continua a mietere successi in moltissimi teatri italiani e non solo (fu invitato a Mosca da un suo grandissimo estimatore riscuotendo un grandioso trionfo)
Memorabili poi le sue apparizioni televisive nonchè la guerra che intraprese nei confronti dell’Ente Teatrale Italiano per cui spese milioni di vecchie lire per comprare pagine di giornale in cui reiterava le sue accuse contro l’inutilità e l’inefficienza del Ministero dello Spettacolo.
Muore citando espressamente nel testamento che il suo corpo venga cremato e che il suo funerale si tenga in forma strettamente privata.
Carmelo Bene,uno che si è dichiarato “allievo di sè stesso” e che a proposito delle maggiori arti dice “poiché non si può fare cinema col cinema,poesia con la poesia, pittura con la pittura, bisogna sempre fare altro…”.
Uno che non ha mai dato alla critica diritto di cittadinanza :
« Io non ho davvero… rapporti con la critica. Sono loro che sono pagati per averne con me. Quindi per loro è un mestiere… Io non sono pagato per avere rapporti con loro. […] Per capire un poeta, un artista […] ci vuole un altro poeta e ci vuole un altro artista […] La critica vive dalle 22 alle 24, cioè due ore la sera. Non puoi due ore la sera capire quello che invece io continuo a vivere ora per ora […] »
Una vera e propria icona del panorama culturale italiano ed a cui nessun altro artista concittadino,dopo la sua morte,gli si è minimamente avvicinato sotto ogni punto di vista.

Tratto da ” ‘l mal de’ fiori” di Carmelo Bene

Voce mia tua chissà chiamare questo
Mia tua chissà la voce che chiamare
ventilato è suonar che ne discorre
in che pensar diciamo e siamo detti
vani smarriti soffi rauchi versi
prescritti da un voler che non si sa
disvoluto e alla mano intima incisi
segni qui divertiti disattesi
sensi descritti testi
d’altri che morti fiati
dimentichi ‘n mia tua chissà la voce
Noi non ci apparteniamo E’ il mal de’ fiori
Tutto sfiorisce in questo andar ch’è star
inavvenir
Nel sogno che non sai che ti sognare
tutto è passato senza incominciare
‘me in quest’andar ch’è stato

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