1998 – Dall’altra parte del mattino

Dieci del mattino, qualcuno bussa al campanello, tranne G. in casa non ci sono gli altri. Cioè non è che non ci sono, semplicemente si dorme fino alle 4 del pomeriggio ignorando tutto quello che succede fino a quell’ora. Bussano al campanello, mi giro dall’altra parte, bussano ancora un paio di volte, decido di rispondere al citofono. Mi alzo dal letto, ci metto un po’ ma arrivo. Rispondo con voce assonnata:
“Chi è….?”
“Sono F. C’è G?
“No G. non c’è”
Faccio per abbassare la cornetta del citofono ma…..
“Senti…. gli avevo portato una cosa da provare….”
“E vabbè quando torna glielo dico”
“Non è che potresti scendere così magari la provi tu e poi glielo dici?”
“Mh…. va bene….. dammi un minuto”
Prendo l’ascensore ancora addormentato, esco dal portone, mi immergo in un sole che mi acceca. Solitamente per me a quell’ora è come se fossero le 6 del mattino. Mi copro gli occhi col palmo, lo vedo.
“Andiamo in macchina? E’ parcheggiata giusto qui dietro”
“Si”
Ci sediamo, la sua automobile si trova giusto all’ombra di un albero, ne sono contento.
“Avevo portato della coca da far provare a G., ma visto che non c’è la proviamo insieme”
“Ah… ok…”
Tira fuori dal pacchetto di sigarette una bustina bella piena di coca, prepara 2 strisce niente male su un foglio di carta. Ce le pippiamo con una banconota e subito dopo inizia a parlarmi del suo lavoro.
“Faccio il tecnico in una società di energia elettrica, non ci sto male, però mi piacerebbe fare altro”
“Ah….”
Prepara altre due strisce
“Sai ogni tanto mi vedo con G., bravo ragazzo”
“Si certo…..”
Ssnnnnniiiiiiffffff………..
Altre 2 strisce
“Dovevo andare a lavorare oggi ma non ci sono andato, ho preso un permesso”
“Mi sembra giusto…….”
Ssssnnniiiifffffff…..
“Io direi di farci un cannone, apri il porta oggetti, no non lì, guarda dietro a quei fogli, solleva quel libretto, ecco si lì”
Ne rolla uno bello grosso, lo accendo io, ce lo passiamo
” Ah…. ci voleva”
“Eh si…..”
Finiamo di fumare.
Altre 2 strisce pronte.
E’ primavera, il sole splende, è una bellissima giornata rigonfia di dolci promesse e grandiosi futuri.
Un altro cannone
Altra coca
Avanti così per 2 ore fino a mezzogiorno. Ci congediamo cordialmente, mi impegno a riferire a G. che era passato.
Salgo su, sono in una specie di sogno lucido, non avevo mai sniffato di coca, so che è ancora mattina. Torno a letto, non mi riaddormento ma ci resto lo stesso. In casa a parte il gatto non si muove una mosca, dormono ancora tutti.
Pomeriggio tardi vedo G.
“E’ passato F. stamattina, ti cercava per farti provare della coca ma visto che non c’eri ci ho pensato io”
” Com’era?”
” Abbastanza buona”
” Ok grazie”
Sta per arrivare una bellissima sera, di quelle sere che fa piacere star fuori perché con la primavera arrivano i profumi di Parco John Lennon di fianco al palazzo dove abitiamo. Sono felice.

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