Persone che avrei voluto conoscere, Peter Handke

Quello che più mi colpisce di questo straordinario artista Premio Nobel per la Letteratura nel 2019 (non senza polemiche, ma su questo rimando ad altre fonti) è la maniera diretta, il tono quasi amicale che ha nel parlarmi di ciò che vuole dirmi, la sua perfetta maestria nel farlo ma che al contempo non traspare, stigma di ogni grande e vero artista. Lo immagino proprio come l’angelo divenuto uomo di Wenders, perfettamente rappresentato in colui che rinuncia alla sua immortalità. Lo scorgo nitidamente nel bambino del suo ” Elogio dell’infanzia” croce e delizia di una lettura che spesso faccio ma che mai concludo senza commozione. Mi si rivela in tutta la sua grandezza leggendo il bellissimo “Canto alla durata” testimonianza di una consapevolezza che ben pochi hanno mai raggiunto. Avrei voluto Peter, che tu fossi stato mio amico, ma forse lo sei già. Basta leggerti per sentirti qui a parlarmi. Grazie.

E io,
affinché da me nascano i momenti della durata
e diano un’espressione al mio volto rigido
e mettano nel mio petto vuoto un cuore,
devo assolutamente esercitare
un anno dopo l’altro
il mio amore.
Restando fedele
a ciò che mi è caro e che è la cosa piú importante,
impedendo in tal maniera che si cancelli con gli anni,
sentirò poi forse
del tutto inatteso
il brivido della durata
e ogni volta per gesti di poco conto
nel chiudere con cautela la porta,
nello sbucciare con cura una mela,
nel varcare con attenzione la soglia,
nel chinarmi a raccogliere un filo.



Canto alla durata, estratto.

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3 pensieri su “Persone che avrei voluto conoscere, Peter Handke

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