Sette minuti

Accompagnando un amico in una clinica veterinaria me ne stavo in sala d’attesa con accanto Betulla, la mia adorata meticcia. Era da qualche minuto che aspettavo che l’amico uscisse da qualche porta poichè aveva il suo cagnolino ricoverato lì. Mi guardavo intorno pensando che da lì a breve, annoiandomi, sarei uscito a fare una passeggiata lì intorno per ingannare l’attesa. C’erano in quella stanza delle comode sedie rosse,sembravano quasi sedili da giardino anzichè delle normalissime ed anonime sedie. Di fronte a me su un piccolo bancone che fungeva da reception faceva la sua bella mostra un calendario con foto autoriali di cani e gatti,ogni tanto si sentiva una voce lontana e soffusa proveniente al di là delle 3 porte che davano su quella saletta. Entra un signore,alto,dal naso adunco,anzianotto ma nemmeno tanto,vestito con un giubbotto blu,una camicia in tinta e dei pantaloni grigi. Si siede vicino a me a gambe aperte appoggiando in mezzo ai piedi un trasportino bianco e rosa con una gatta all’interno che si guarda intorno un pò spaesata ma silenziosa e tranquilla. Betulla si mette in piedi ed allunga il collo per annusare incuriosita la grata del trasportino,guardando quel signore mi rendo conto che non aveva piacere che la cagnolina si avvicinasse e così con una carezza ed un ordine sussurrato la allontano. La gatta aveva un manto striato di grigio e nero e dei bellissimi occhi gialli. Pensavo a quale problema poteva avere per essere lì,ed al contempo mi sentivo fortunato perchè Uno, il mio gatto, il veterinario in 7 anni lo aveva visto solo una volta.
Si apre una porta ed una ragazza,una veterinaria a giudicare da come era vestita chiede:

“Avete già chiesto?”
“Io aspetto un amico che è dentro” rispondo
“Avevo appuntamento con la dottoressa Chiara,c’è da eliminare la gatta…. ha un cancro alla lingua… non mangia,non beve…” dice il signore.
C’era nella sua voce l’inflessione di chi non sapeva bene come esprimersi in quel momento,sembrava quasi che fosse venuto lì per procura e che la gatta in realtà non fosse sua. Forse chi le voleva bene non se l’era sentita di portarcela di persona.
“Attenda un attimo che chiedo,mi sa che la dottoressa è molto impegnata e ne avrà per un pò”
La porta si richiude per aprirsi poco dopo e veder riapparire un’altra veterinaria che con un sorriso di circostanza si rivolge al signore accanto a me e dice:

“Venga,venga pure,vuole restare dentro anche lei?”
“Si va bene” risponde con tono un pò greve.
Si alza,tira su il trasportino con la mano destra,guardo la gatta che silenziosa mi guarda al di là della grata mentre si allontana e scompare dietro la porta ondulando lievemente.

Sette minuti.

Tanto è stata la durata del silenzio nella sala d’attesa,non c’era nessun altro rumore se non quello di un ovattato passaggio di automobili proveniente dalla strada. Si apre la porta,ne esce il signore con in mano il trasportino vuoto. Senza salutare esce dalla sala d’attesa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...