La legge del pensiero

Chi non ha nulla offre i propri capelli
te lo leggo a fior di labbra mentre prepari il silenzio a cui ora mi affidi
D’altronde nel gioco delle cose
ci si nasconde anche per essere presenti
Per arrivare fino a sera e dirsi in qualche modo
che i giorni sono così come li ricordiamo
Del mio cuore salveresti la mia buona fede
il mio senso degli avvenimenti che ti mostrava l’altro lato delle cose
Proprio a te, che hai occhi solo per veder bellezza
ma non l’indiscutibile causa dei miei fantasmi
Forse tu Fiorfuoco, non hai bisogno di buone ragioni
per fermarti nel mezzo di una replica
e ad onor del vero all’ombra che ti tiene la mano
e che ti sposa ogni sera
non è mai servita la parola che s’incarna per assistere alle vicende
ai tuoi secoli feriti
al tuo vagare di bestia in bestia
Entrambi fedeli alla legge del pensiero
che ci corregge senza parlare

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