L’etimo

Spesso usiamo le parole senza conoscere quali sono le loro vere origini.Quel significato intrinseco che portano sempre con esse nonostante cambi l’accezione nel tempo ed il modo di usarle.
Conobbi una donna che spesso citava il suo cuore quando parlava dei ricordi e dei sentimenti che le suscitavano,la cosa mi incuriosiva e mi chiedevo come mai lo citasse così spesso. Fu per questo che iniziai ad interessarmi all’etimologia delle parole,al seme che portano dentro cercando di indagarne la storia e l’origine.
Scoprii così un mondo meraviglioso fatto di richiami,evoluzione,forma,storia e poesia ovviamente.
Se dovessi sceglierne una tra le tante senz’altro il significato della parola “ricordare” lo trovo tra i più belli.Vuol dire “ritorno al cuore” poichè anticamente il cuore era considerato la sede dei ricordi.
Una bella parola come “Amore” deriva da “amare” che è affine al greco “mao” ossia “desidero” indicando con esso l’attrattiva e la naturale inclinazione per una forma esterna piuttosto che il risultato di una scelta e di una riflessione.Forse è per questo che gli antichi ne fecero un dio rappresentandolo sotto la forma di un fanciullo bendato nato da Venere la dea della bellezza.
Un’altra origine che si può dare a questa parola è di derivazione strettamente letterale: “a-mors” dove “a” è particella privativa e “mors” è morte e cioè “mancanza di morte,allontanamento dalla morte”
Può essere letto anche come “a-mora” e cioè mancanza di dubbio.
Ci sono poi parole la cui etimologia ci porta lontano in una specie di affascinante viaggio,per esempio una parola insospettabile come “treno” ha diverse origini:
1) Dal francese “train” e cioè il movimento delle bestie da soma oppure un seguito di servi e cavalli.
2) Dal greco “threnos” e cioè pianto mormorìo o lamento ad alta voce
3) Fino ad arrivare per assonanza all’inglese “to drone” ovvero ronzare,mormorare
“Treni” vengono anche definiti i canti funerei di Geremia sulla distruzione di Gerusalemme chiamati anche “lamentazioni”
Ed ecco come da una semplice parola può nascere un avvincente rincorrersi di storie,luoghi e accadimenti.Pensateci la prossima volta che prenderete un treno….

Da “I treni,ossia le lamentazioni di Geremia”

LAMENTAZIONE II.

cap. v. 6.

Tutto perdè di sua bellezza il lume
La figlia di Sionne;i suoi primati
Son quasi arieti senza prato e fiume.
Col duolo in fronte,col disagio ai lati,
col vincitore a tergo essi n’andaro

privi di gloria e di valor spogliati.
Ahi dì funesti! ahi dì del lutto amaro!
Volge di Gerusalemme il pensier fiso
a quanto avea di più prezioso e caro

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