Beslan

Beslan è una città dell’Ossezia del Nord che conta circa 35.000 abitanti.Fu fondata nel 1847 da immigrati e coloni ed il suo nome deriva da quello di un signore locale: Beslan Tulatov.
A Beslan vi sono 7 istituti scolastici tra cui la scuola “Numero 1”
Nella scuola Numero 1 il 1° Settembre 2004 si svolgeva una festa chiamata “Giorno della conoscenza” ovvero l’inaugurazione del primo giorno del nuovo anno scolastico.C’erano quella mattina bambini maestri e genitori che presenziavano alla cerimonia la cui tradizione vuole che i bambini del primo anno donino un fiore ai ragazzi che iniziano l’ultimo anno e che poi questi ultimi accompagnino nelle loro classi i bambini più giovani.
Fu durante questa festa che un commando di 32 persone armate con cinture esplosive  mitragliatrici e bombe a mano fece irruzione nella scuola sequestrando circa 1200 persone tra cui 900 studenti di età compresa tra i 6 e i 18 anni ammassandoli nella palestra della scuola che misurava 25 metri di lunghezza per 10 di larghezza.
Successivamente il commando uccise a sangue freddo circa venti maschi tra gli ostaggi gettando poi alcuni corpi dalle finestre in segno di dimostrazione nei confronti della polizia,dopodichè obbligarono alcuni bambini a pulire il sangue dal pavimento.
Infine minarono la palestra e tutto il resto dell’edificio scolastico con congegni esplosivi minacciando che avrebbero fatto saltare tutto se le forze di polizia avessero tentato un blitz.
Quelli che seguirono furono tre giorni di trattative,violenze,abusi,brutalità indescrivibili e storie di vessazioni e prevaricazioni disumane nei confronti dei bambini e del resto degli ostaggi compreso il rifiuto da parte dei sequestratori di fare assumere acqua e medicine.
Quelli che seguirono furono 3 giorni di inferno nell’inferno,morte nella morte,cruda sofferenza nella cruda sofferenza.
Al terzo giorno,per motivi tuttora ignoti,una esplosione causò il crollo del muro della palestra che provocò un fuggi fuggi generale ed un terribile conflitto a fuoco tra i sequestratori la polizia ed i parenti dei sequestrati.Come se non bastasse,violenza nella violenza,il commando azionò gli esplosivi disseminati in tutta la scuola provocando una carneficina immane.
Alla fine il bilancio fu di 331 morti di cui 186 bambini.Altri bambini dovettero subire amputazioni o rimasero disabili per sempre.
Molte madri decedute nelle esplosioni  furono trovate con il nome del figlio scritto a penna sul braccio,se lo erano scritto volontariamente nel timore che una volta morte le autorità avessero incontrato difficoltà nel risalire a quale famiglia appartenesse nel caso fosse sopravvissuto…       

 

  
Nella frescura d’autunno è bello

 

Nella frescura d’autunno è bello
scuotere al vento l’anima – che pare una mela –
e guardare l’aratro del sole
che solca sopra al fiume l’acqua azzurra.

È bello strapparsi dal corpo
il chiodo ardente d’una canzone
e nel bianco abito di festa
aspettare che l’ospite bussi.

Io mi studio, mi studio col cuore di serbare
negli occhi il fiore del ciliegio selvatico.
Solo nel ritegno i sentimenti si scaldano
quando una falla rompe il petto.

In silenzio rimbomba il campanile di stelle,
ogni foglia è una candela per l’alba.
Nessuno farò entrare nella stanza,
non aprirò a nessuno la porta.

 

Sergej Esenin

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